CENTRO STORICO DI URBINO

La piccola città di Urbino si trova sulle morbide colline marchigiane che si affacciano verso il Mar Adriatico, nell’entroterra di Pesaro. La città visse una grande fioritura culturale nel 15° secolo grazie al mecenatismo di Federico di Montefeltro e di suo figlio Guidobaldo, trasformandosi da borgo medievale a splendida corte principesca e centro d’attrazione per artisti e studiosi italiani e stranieri, tra i quali Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Paolo Uccello, Baldassarre Castiglione e Pietro Bembo. Nel clima vitale e stimolante della corte ducale, che influenzò il resto d’Europa, compirono la loro prima formazione anche Bramante e Ra?aello, nato a Urbino il 28 marzo 1483.

La stasi economica e culturale che colpì la città a partire dal 16° secolo, quando la corte dei della Rovere, signori di Urbino a partire dal 1508, si trasferì a Pesaro, le ha anche consentito di giungere fino a noi intatta nell’aspetto per rappresentare il culmine dell’arte e dell’architettura del Rinascimento, un luogo del tutto eccezionale in cui l’ambiente fisico è perfettamente adattato e al suo passato medievale.

Il Centro Storico di Urbino, che ha un’estensione di poco più di un chilometro quadrato, è racchiuso tra mura bastionate ed è interamente costruito in mattoni cotti. E’ caratterizzato da due assi viari principali e quasi perpendicolari tra di loro che si incontrano nella Piazza principale e da una fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, saliscendi improvvisi e vicoli, scalinate e sottopassi, palazzi e chiese che formano, grazie anche al paesaggio circostante, una stupenda scenografia.

Il Palazzo Ducale, oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche, rappresenta uno dei capolavori più insigni dell’arte rinascimentale e si unisce con la città circostante dando vita allo sviluppo di una “Città in forma di Palazzo”, come la definì Baldassarre Castiglione. Esso ospitava una magnifica collezione di opere d’arte, attualmente esposta in parte nelle sale del Palazzo e in parte nella Galleria degli Uffizi di Firenze, e una biblioteca eccezionale con quasi un migliaio di preziosi codici miniati, poi acquistati dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Tutte queste opere d’arte erano frutto della committenza di Federico da Montefeltro, che governò Urbino dal 1444 al 1482 ed incarnò il perfetto esempio di principe illuminato: abile condottiero, cultore e protettore delle arti, scaltro uomo politico, raffinato collezionista, umanista appassionato di geometria e matematica. Al figlio di Federico, Guidobaldo I da Montefeltro è da ricondurre la fondazione dell’università di Urbino, nel 1506.

L’intensità delle esperienze e la qualità delle opportunità che la corte urbinate offrì tra Quattro e Cinquecento agli artisti dell’epoca alimentò la formazione del mito di Urbino rinascimentale, quale città ideale e esempio supremo delle corti italiane. Non a caso “La Città ideale”, un dipinto molto noto in tutto il mondo, si trova ad Urbino, nella Galleria Nazionale delle Marche, ed è considerato il simbolo del Rinascimento. La tavola, di autore ignoto, rappresenta la veduta in prospettiva di una piazza rinascimentale deserta sullo sfondo, in lontananza, di un dolce paesaggio collinare. La tavola raffigura l’immagine perfetta della città ideale, frutto della razionalità geometrica, della proporzione, della misura, dove regna la bellezza e l’ordine. Essa incarna il buon governo di Federico, la radice della sua politica, in cui la prudenza, la magnificenza, la giustizia del principe si associa alla sapienza dei dotti di cui egli si circonda.

 

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