LA CITTÀ DI VICENZA E LE VILLE DEL PALLADIO IN VENETO

Vicenza, nel nord est dell’Italia, fu fondata nel II secolo a.C. ma divenne un centro di primaria importanza solo sotto il governo veneziano, tra il XV e il XVIII secolo.

Il periodo d’oro di Vicenza inizia nel 1540, quando l’aristocrazia veneziana riorganizza la città e le sue campagne e Andrea di Pietro della Gondola, detto il Palladio, uno dei maggiori architetti dell’epoca, viene incaricato di progettare le nuove residenze di proprietà dei nobili veneziani. In quegli anni Vicenza si adorna di meravigliosi palazzi privati ed edifici pubblici e nelle campagne vengono progettate ville straordinarie.

Gli edifici progettati da Palladio realizzano una dialettica continua tra antico e moderno e sono riconoscibili per l’eleganza, l’equilibrio, la simmetria. Con le sue opere Palladio modifica l’impianto urbanistico della città e parte del paesaggio circostante, realizzando una originale interpretazione vivente dell’antichità classica che influenzerà profondamente l’urbanistica e il paesaggio dei paesi europei e di tutto il mondo.

Le opere di Palladio riconosciute Patrimonio Mondiale consistono in 23 palazzi a Vicenza e 24 ville nel territorio circostante. I palazzi sono inseriti nel tessuto urbano della città medievale e creano un pittoresco insieme di stile gotico veneziano e classicismo palladiano ispirato all’architettura romana classica.

Le Ville Palladiane del Veneto, nelle quali vengono sintetizzati gli aspetti funzionali della gestione del territorio e dell’autocelebrazione dei nobili proprietari, sono delle case-templi, abbellite con scalinate monumentali e coronate da un frontone sostenuto dalle colonne di una loggia. Lungo le ali che partono ai lati delle facciate si estendono i porticati che spesso terminano con una torre.

In queste ville razionalità e funzionalità sono strettamente legate alla espressione simbolica e ideologica che la villa urbana e di campagna ha il compito di trasmettere: è un centro del potere, ma anche luogo di diletto, di cultura e bellezza. La villa palladiana è concepita come recupero umanistico della villa romana antica, allontanandosi dall’idea di villa-castello medioevale, dove la funzione bellico-difensiva prevaleva

Oltre all’intrinseco valore di ogni villa singola, l’insieme delle ville costituisce un elemento molto importante all’interno della regione, poiché la relazione formale tra le ville e il paesaggio veneto rivela una qualità unica che gli conferisce un valore universale.

Il Palladianesimo, fenomeno culturale di ampia portata originato dallo studio dei temi fondamentali dell’opera di Palladio, in cui il fascino del classicismo si abbina ad una austera semplicità delle forme, è stato un movimento stilistico e culturale senza eguali nella storia dell’architettura per le influenze che dall’area veneta si propagarono in tutto il mondo, in particolare in Europa occidentale, nel Regno Unito e negli Stati occidentali degli USA, dove il Presidente Thomas Jefferson (1743-1826) definì i Quattro libri di Palladio la “Bibbia” dell’architettura moderna. Lo stesso Jefferson fece realizzare due complessi architettonici che seguono profondamente la lezione palladiana e che sono stati iscritti tra i Siti statunitensi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Si trovano a Charlottesville e si tratta della residenza dello stesso Jefferson, che ha nome d’ispirazione italiana, Monticello, e della sede dell’Università della Virginia.

Il 6 dicembre 2010 il Congresso degli Stati Uniti d’America ha approvato la Risoluzione n. 259 con la quale Andrea Palladio viene riconosciuto “padre” dell’architettura americana in quanto i “Quattro Libri dell’Architettura” hanno costituito una fonte primaria della progettazione classica per molti architetti e costruttori negli Stati Uniti dall’epoca coloniale a oggi e gli edifici più rappresentativi della Nazione, compresi il Campidoglio degli Stati Uniti, la Casa Bianca e il Jefferson Memorial, riflettono l’influenza dell’architettura di Palladio attraverso il movimento anglo-palladiano che fiorì nel XVIII secolo.

 

Per approfondimenti si consiglia di visitare il sito ufficiale del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO responsabile dell'iscrizione dei siti del Patrimonio Mondiale.

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